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AUTOSTIMA

 

Testo di Michele Augurio

Cos’è l’Autostima

  • È il complesso di VALUTAZIONI che ogni individuo matura sul proprio conto;
  • È l’aspetto valutativo legato al concetto di sé, riguarda pertanto la percezione che si ha del proprio valore come persona, delle capacità, delle caratteristiche, dei limiti, delle potenzialità.

NON è un concetto esclusivamente globale: esiste una valutazione GENERALE sul valore della propria persona e altre valutazioni più SPECIFICHE, legate alla valutazione delle proprie competenze in determinati ambiti.

NON è un costrutto STABILE, seppur sia presente una certa stabilità, il suo livello può cambiare nelle diverse situazioni ambientali e nei diversi periodi di sviluppo dell’individuo.

Il livello di autostima è influenzato dagli schemi cognitivi personali (fonte interna) e da fattori ambientali (fonte esterna):

Quindi fa riferimento al confronto che l’individuo compie tra: 

  • SE’ PERCEPITO (ciò che pensa di essere)
  • SE’ IDEALE (ciò che vorrebbe essere)

È inoltre influenzata dai SUCCESSI/INSUCCESSI ottenuti e dall’AMBIENTE SOCIALE in cui l’individuo è inserito: la percezione e le opinioni (dichiarate o no) delle altre persone circa il valore dell’individuo.

Il livello di autostima ha una fondamentale ricaduta nel tono dell’UMORE e sullo STATO EMOTIVO dell’individuo:

  • avere una buona percezione di se stessi è associato a un tono dell’umore positivo, il quale aiuta a gestire meglio le situazioni stressanti e ad affrontarle con un atteggiamento positivo.
  • Il livello di autostima influenza anche le ASPIRAZIONI, la MOTIVAZIONE e l’IMPEGNO di un individuo in un determinato ambito.

L’autostima può essere causa o effetto dei fenomeni ad essa correlati; è più opportuno considerare un rapporto di tipo circolare tra:

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L’autostima non è un riflesso delle capacità effettive della persona, piuttosto ne riflette le convinzioni, influenzando in questo modo l’umore, la motivazione, gli atteggiamenti, le reazioni alle situazioni, il comportamento sociale.

 

PROFILI

  • ALTA AUTOSTIMA: sono persone più sicure di sé, sono più inclini a ritenere di avere buone probabilità di successo di fronte a un compito/sfida, hanno più fiducia nelle proprie capacità, considerano le sfide stimolanti, desiderano migliorarsi.
  • BASSA AUTOSTIMA: sono insicure circa le proprie capacità, affrontano compiti/sfide con ansia e preoccupazione in quanto sono percepite come minacce in grado di minare ulteriormente la loro autostima, nutrono poche aspettative e sono più inclini a ritenere di avere poche probabilità di successo.

 

Un eccesso di autostima è tanto dannoso quanto la sua carenza: impedisce la valutazione realistica delle proprie risorse/limiti e può innescare relazioni sociali di tipo conflittuale.

 

INFLUENZE DEI GENITORI SULL’AUTOSTIMA DEI FIGLI

  • LEGAME DI ATTACCAMENTO:

la qualità del primo legame affettivo consente al bambino di costruire un senso di sicurezza e di fiducia in sé stesso, di sentirsi una persona meritevole di essere amata. Se il bambino costruisce un legame di attaccamento sicuro, in cui sperimenta la responsività e il calore del genitore, questo modello relazionale potrà fungere da prototipo per le future relazioni e acquisirà una sicurezza interiore in grado di facilitare il suo processo di autorealizzazione.

 

La sicurezza interiorizzata, attraverso la sua sperimentazione nel legame affettivo, avrà un impatto sulla percezione del proprio valore personale (buona autostima) e sarà una base in grado di spingere il bambino verso l’autonomia e la realizzazione personale (processo di individuazione, costruzione dell’identità individuale).

  • PRATICHE EDUCATIVE e STILE RELAZIONALE:

uno stile genitoriale di tipo AUTOREVOLE è associato a livelli di autostima più elevati nei figli.

 

Genitori che manifestano un alto livello di calore e di accettazione del proprio figlio e delle sue caratteristiche, che allo stesso tempo sono in grado di indirizzarlo e contenerlo imponendo limiti chiari e definiti ma non rigidi, stimolano nel bambino le capacità di ascolto, di autocontrollo e incoraggiano una maggiore presa di responsabilità. Queste capacità favoriscono autoconsapevolezza e contribuiscono a creare nel bambino la percezione di sé stesso come individuo competente, fiducioso nelle proprie capacità e consapevole dei propri limiti, e quindi a costruire un buon livello di autostima.

 

ALCUNI SUGGERIMENTI… PER FAVORIRE LA COSTRUZIONE DI UN BUON LIVELLO DI AUTOSTIMA NEI FIGLI

  • PROMUOVERE OBIETTIVI REALISTICI: aiutare il bambino ad affrontare obiettivi impegnativi scomponendoli in tappe/sottobiettivi più semplici e realistici, che sia in grado di raggiungere senza scoraggiarsi dal principio; non manifestare aspettative troppo elevate e irrealistiche nei confronti dei risultati che si spera che il bambino ottenga; non sovrastimare le sue capacità (non è produttivo ripetergli spesso “sei un genio”, “sei il più bravo della classe” ecc.).

  • RICONOSCERE I SUOI SUCCESSI: sottolineare i successi del bambino in modo concreto (non un generale “sei bravo”), lo aiuta a maturare consapevolezza circa il valore della sua prestazione e a creare ricordi positivi (legate al successo) circa l’affrontare situazioni/compiti nuovi.

  • CONCEDERGLI FIDUCIA: mostrare di avere fiducia nelle sue capacità, dichiararlo, affidargli responsabilità e promuovere la sua autonomia (compatibilmente con l’età e le caratteristiche del bambino) aiuta il bambino a ritenersi meritevole di fiducia e quindi competente.

  • CRITICHE COSTRUTTIVE: è giusto rimproverare il bambino quando sbaglia o non si impegna, ma le critiche dovrebbero mantenersi su un piano concreto e legato sempre alla situazione particolare; critiche generalizzate e rivolte al bambino come persona (“sei uno stupido” ecc) non lo aiutano a interpretare la situazione e a capirla ma abbattono la sua autostima.

  • SOSTENERLO NEI FALLIMENTI: aiutare il bambino ad affrontare i fallimenti spiegando come essi facciano parte della vita, sostenerlo nel gestire la frustrazione e nel non perdere la motivazione. 

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